Considerare gli aspetti motivazionali del gioco ci impone una prima distinzione tra bisogno, motivo e meta. Il primo indica uno stato di mancanza; il secondo può essere una pulsione (la spinta di Freud), un desiderio, una tendenza, un’intenzione conscia o inconscia; la terza, infine, indica il risultato che una persona tenta di raggiungere. Non intendo entrare nel dettaglio della complessa interazione fra i tre, che possono anche diventare indistinguibili, ma semplicemente classificare i vari aspetti del problema.
Una seconda distinzione che reputo importante è quella tra meta ed esito. Se, come ho detto, con la prima indico il risultato che una persona tenta di conseguire, con il secondo mi riferisco a ciò che essa realmente ottiene.