Il presente lavoro intende fornire un nuovo punto di vista alla teoria del copione in una prospettiva che enfatizza il ruolo svolto dal soggetto nella sua costruzione. In particolare si vogliono evidenziare alcuni nuclei complessi che sono riconducibili all’Ideale dell’Io.
Il copione inteso nel suo insieme come piano di vita è un’opera molto complessa, l’esperienza ci dice che in sede analitica ne appaiono spezzoni ripetitivi ai quali è necessario fornire un senso, in relazione ad aree specifiche del comportamento. Ciò che appare, mescolato a dati dell’esperienza adulta, sono costanze di significati, emozioni, posizioni esistenziali e relazionali, imperativi morali, strategie.
Si ritiene che i vari brani possano essere ricondotti ad unità significative rintracciando l’Ideale dell’Io che li sottende. Anche l’Ideale dell’Io è soggetto ad un processo evolutivo ed è ascrivibile a specifici stati dell’Io. L’Ideale dell’Io è inizialmente frutto di processi relativi alla posizione schizo-paranoide, ed è in tali processi che va ricercata la severità delle primitive ingiunzioni e attribuzioni e la qualità delle primitive decisioni. Si ipotizza che l’ideale dell’Io sia una funzione del G1.